Operatori bancari di finanza etica e sostenibile

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DECRETO 4 ottobre 2022, n. 209 Regolamento recante l’attuazione dell’articolo 111-bis del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, come modificato dalla legge 11 dicembre 2016, n. 232, sulla disciplina degli operatori bancari di finanza etica e sostenibile. (23G00011) (GU Serie Generale n.17 del 21-01-2023)

  

 

Art. 3 – Operatori bancari di finanza etica e sostenibile

 

  1. Sono operatori bancari di finanza etica e sostenibile le banche che conformano la propria attivita’ ai principi di cui al comma  1 dell’articolo 111-bis del TUB, nel rispetto di  tutti  i  seguenti requisiti attuativi:

    a) concedono finanziamenti a persone giuridiche solo  dopo  aver provveduto, attraverso apposite  procedure  interne,  alla  positiva valutazione dell’impatto socio-ambientale  del  finanziamento  e  dei soggetti   finanziati    secondo    standard    di    rating    etico internazionalmente riconosciuti, definiti sulla base di obiettivi  di sviluppo sostenibile elaborati  dall’Unione  europea,  dalle  Nazioni unite,  dall’Organizzazione  per  la  cooperazione  e   lo   sviluppo economico, dall’Organizzazione internazionale del lavoro o  da  altre organizzazioni  internazionali  costituite  in  base  a  trattati   o convenzioni internazionali, in  materia  di  sviluppo  sostenibile  e tutela dei diritti umani. In ogni caso non sono conformi a standard di rating etico internazionalmente riconosciuti i finanziamenti  a favore di persone giuridiche:

      1)  che operano, anche  indirettamente,  nella  produzione  o scambio di beni o servizi il cui normale  utilizzo  viola  i  diritti umani;

      2) che, nell’ambito della propria attivita’, consumano energia esclusivamente da fonti non rinnovabili;

      3)  di  cui  e’  stata   accertata   in   via   definitiva   la responsabilita’ per gravi e sistematiche violazioni di diritti umani, per gravi violazioni dei diritti individuali in situazioni di  guerra o di conflitto, o per gravi danni ambientali;

      4) i cui amministratori, o i sindaci o i legali rappresentanti sono stati  riconosciuti  responsabili  in  via  definitiva  per  le

violazioni o i danni di cui al punto 3;

    b) rendono pubblici i finanziamenti alle persone giuridiche  e  i criteri  utilizzati  per  la  loro  erogazione,   mediante   apposita relazione annuale consultabile anche sul proprio sito  internet,  nel rispetto delle norme in materia di tutela della riservatezza dei dati personali;

    c) erogano  almeno  il  20  per  cento  dei  finanziamenti,  come risultanti dall’ultimo bilancio  approvato,  a  favore  dei  soggetti iscritti nel Registro unico  nazionale  del  terzo  settore,  di  cui all’articolo 45 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n.  117,  e  a favore delle imprese sociali di cui al decreto legislativo  3  luglio 2017, n. 112. Fino al termine di cui all’articolo 104, comma  2,  del

decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, sono soggetti  beneficiari del finanziamento anche le organizzazioni non lucrative  di  utilita’ sociale di cui all’articolo 10 del  decreto  legislativo  4  dicembre 1997, n. 460, iscritte negli appositi registri;

    d) non distribuiscono, neanche indirettamente, utili e avanzi  di gestione,  nonche’  riserve   di   utili   comunque   denominate   ai partecipanti  al  capitale,  ai  titolari  di  strumenti   finanziari partecipativi di cui  all’articolo  2346,  sesto  comma,  del  codice civile e al personale; il divieto di distribuzione di utili e riserve di utili opera anche nei casi di recesso stabiliti dalla  legge;  gli utili sono reinvestiti nell’attivita’ propria della banca;

    e) adottano  un  sistema  di  governo  societario  e  un  modello organizzativo nel rispetto delle prescrizioni seguenti:

      1) numero di soci non inferiore a duecento;

      2) divieto di esercitare il diritto al voto, ad  alcun  titolo, per un quantitativo di azioni superiore al 10 per cento del  capitale sociale avente diritto al voto. A tal fine, rilevano i voti collegati alle azioni possedute direttamente e indirettamente, tramite societa’ controllate, societa’ fiduciarie o per interposta persona  e  i  voti attribuibili, a qualsiasi titolo, a  soggetto  diverso  dal  titolare

delle azioni;

      3) meccanismi idonei a favorire la partecipazione dei  soci  in assemblea,  inclusa  la  possibilita’  di  esprimere  il   voto   per corrispondenza o mediante altri mezzi di voto a distanza;

      4) forme consultive di coinvolgimento dei soggetti interessati, quali soci o altri finanziatori, circa le linee  di  indirizzo  della banca in materia di politiche di finanza etica e sostenibile;

    f)  ferme  le  disposizioni  sulle   «Politiche   e   prassi   di remunerazione e incentivazione» delle banche  stabilite  dalla  Banca d’Italia, adottano politiche retributive idonee ad assicurare che  il rapporto tra la remunerazione maggiore e quella media della banca non supera il valore di 5. A tal fine:

      1) il numeratore  e’  costituito  dalla  remunerazione  totale, fissa e variabile, corrisposta al soggetto con la remunerazione  piu’ alta;

      2)  il   denominatore   e’   costituito   dalla   media   della remunerazione di tutto il personale della banca, esclusa quella del soggetto con la remunerazione piu’ alta.

  2.  Gli  operatori  bancari  di   finanza   etica   e   sostenibile acquisiscono da un  soggetto  terzo  e  indipendente  abilitato  allo svolgimento  della  revisione   legale   o   da   un   organismo   di certificazione, come individuato dall’articolo  5,  una  attestazione circa la sussistenza dei requisiti di cui al comma 1;  l’attestazione deve essere valida con riguardo all’esercizio a cui si  riferisce  la

richiesta di agevolazione di cui all’articolo 4.

  3. La sussistenza dei requisiti di cui al comma  1  e’  dichiarata, altresi’, dall’organo di amministrazione dell’operatore  bancario  di finanza etica e sostenibile.

  4. Gli operatori bancari  di  finanza  etica  e  sostenibile  danno comunicazione  alla   Banca   d’Italia   dell’avvenuta   attestazione rilasciata ai sensi del comma 2; la comunicazione  ha  esclusivamente finalita’  informative,  non  e’  condizione   per   la   concessione dell’agevolazione fiscale e da  essa  non  discendono  adempimenti  a carico della Banca d’Italia.